da Paesesera.it, 1 febbraio 2013
Firmato oggi il protocollo tra Alemanno e le associazioni degli esuli giuliano-dalmati. La Fds: “Sarà il luogo del revisionismo storico”
Foibe. È polemica sulla firma, oggi in Campidoglio, del protocollo fra il sindaco Alemanno e le due principali associazioni degli esuli giuliano-dalmati sull’istituzione della Casa del ricordo. ”Senza la spinta della vostra sollecitazione – ha detto Alemanno rivolgendosi ai membri dell’associazione riunito in aula Giulio Cesare – oggi non saremo arrivati a dare giustizia ad una grande comunità che vive a Roma. Finalmente abbiamo individuato una sede giusta per voi, a via San Teodoro. Ci siamo. Quando facciamo iniziative legate al ricordo lo facciamo perché ci sia la trasmissione della memoria per tutti, non solo per chi l’ha vissuta in prima persona o indirettamente”.
LA FDS - Non è dello stesso parere Giovanni Barbera, membro del comitato politico romano del Prc-Fds e presidente del consiglio del Municipio XVII. “Siamo curiosi di sapere se nella Casa del ticordo – afferma – si rammenteranno anche gli infoibati slavi che resistevano al programma di italianizzazione forzata prevista da Mussolini o degli infoibati italiani che contrastavano l’occupazione nazifascista. Perché se così non fosse, come è immaginabile temere, viste le dichiarazione del sindaco Alemanno e di altri, quel luogo diventerebbe automaticamente la Casa del Revisionismo storico. Cosa sicuramente più congeniale a coloro che cercano di darsi una ripulita, dal punto di vista storico e politico, essendo figli o nipoti di quei regimi che devastarono non solo quelle terre e l’Italia, ma il mondo intero, trascinandolo in un sanguinoso e terribile conflitto mondiale”.