FOIBE, BARBERA: «SI RICORDINO VITTIME SLAVE DEL REGIME FASCISTA»

Pubblicato: 11 febbraio 2012 in Uncategorized
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 (OMNIROMA) Roma, 10 FEB – «È intollerabile che rappresentanti istituzionali del centrodestra continuino a strumentalizzare vergognosamente la storia per i propri interessi di parte, calpestando la memoria di quelle vittime innocenti che nelle foibe trovarono la loro morte. Ricordiamo a costoro, che pretenderebbero di monopolizzare la verità su tali fatti senza conoscere la Storia, che in quei buchi verso ‘l’infernò, chiamati appunto foibe, non ci sono finiti solo italiani ma anche tanti e troppi cittadini slavi che da sempre abitavano quei territori, vivendoci in pace e prosperità per secoli, con altri popoli, tra cui la minoranza italiana. Non possiamo dimenticare, infatti, che fu proprio l’italianizzazione forzata dell’Istria e le violenze di massa, operate dal regime fascista in quei territori, che accesero quella ‘miccià che produsse successivamente altre morti, tra cui anche quelle di molti italiani. Ci permettiamo di rammentare che le violenze del regime fascista in quei territori produssero la morte di 13 mila persone di etnia slava nei lager presenti nel nostro Paese, non meno di 2.500 partigiani e civili nel corso di azioni di combattimento e di 1.500 civili uccisi per rappresaglia».

È quanto dichiara Giovanni Barbera, membro del comitato politico romano del Prc-Federazione della Sinistra e presidente del Consiglio del XVII Municipio.

«Purtroppo – continua Barbera – in questi anni il revisionismo storico, alimentato da interessi politici, non solo di destra, sta tentando di deformare e falsificare, nel nome della ‘pacificazionè, la storia del nostro Paese, con la scusa di costruire un’ artificiosa ‘memoria condivisà, finalizzata a stravolgere la verità storica e a mettere vergognosamente sullo stesso piano i nazi-fascisti con gli antifascisti, gli oppressori con i combattenti per la libertà o i carnefici con le loro vittime. Noi continueremo ad opporci a tutto ciò, preservando la memoria di quanto accaduto nel nostro Paese, affinché quelle pagine nere della nostra storia non abbiano a ripetersi e gli eredi ‘storici e culturalì di quei regimi che hanno insanguinato l’Italia e l’Europa, che oggi, indossato il doppiopetto, rialzano la testa, non possano di nuovo prevalere nei nostri Paesi».

Articolo di Paese Sera – 10 febbraio 2012

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