ACEA: BARBERA (PRC-FDS), SULL’ACQUA PUBBLICA SI STA CONSUMANDO UN GOLPE BIANCO

Pubblicato: 12 giugno 2012 in Uncategorized
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(AGENPARL) – Roma, 12 giu – “E’ evidente che ormai, in Italia, siamo al golpe bianco. Sulla vicenda romana riguardante la svendita di Acea quello che dovrebbe destare scandalo non è l’ennesima bagarre scoppiata in Aula Giulio Cesare durante le votazioni, episodio questo causato dalle gravi violazioni procedurali messe in atto dalla maggioranza di centrodestra, ma il silenzio assordante di tutte le alte cariche dello Stato, compreso il presidente Napolitano che dovrebbe rappresentare il garante della nostra Costituzione. Non è tollerabile, infatti, che si permetta ad Alemanno e ai suoi ‘compagni di merende’ di calpestare, in maniera peraltro così clamorosa, la volontà popolare che si è espressa con il referendum dello scorso giugno e che riguarda non solo il servizio idrico, ma tutti i servizi pubblici a rilevanza economica”. Lo dichiara Giovanni Barbera, componente del comitato politico romano del Prc- Federazione della Sinistra e presidente del Consiglio del XVII Municipio.
“E’ evidente, da questo punto di vista, che il primo problema della svendita ai privati di Acea – continua Barbera – non sia quello dell’opportunità economica e politica di tale scelta, ma il fatto che con tale provvedimento venga completamente ignorato l’esito referendario, senza neanche il tentativo di trovare una motivazione di natura giuridica che giustifichi tale palese violazione della nostra Costituzione. Un’operazione politica, questa, che segna un pericoloso salto di qualità rispetto a quel processo di svuotamento della nostra democrazia, anche dal punto di vista formale. Assistiamo, infatti, da tempo al tentativo di ridisegnare, formalmente e materialmente, il nostro ordinamento istituzionale al fine di rendere le nostre istituzioni pubbliche sempre più ‘impermeabili’ e ‘inaccessibili’ a quelle istanze sociali considerate incompatibili con gli interessi delle oligarchie economiche e finanziarie. Per questi motivi è necessario ‘alzare il tiro’ di questa battaglia che non è solo romana e che non riguarda solo il destino di Acea. Quella su Acea è una battaglia per difendere la nostra democrazia e la volontà popolare, oggi, sempre più estromessa dai processi decisionali che riguardano le istituzioni pubbliche”.

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