(AGENPARL) – Roma, 27 lug – “Nuovo scandalo a Prati. Il casale storico di Via Gomenizza 81, di proprietà comunale, situato all’interno della Tenuta di Villa Mazzanti, in un posto favoloso alle pendici di Monte Mario, già sede di Roma Natura e del Servizio Giardini del Comune di Roma, risulta attualmente occupato da una associazione religiosa, non sappiamo a quale titolo, denominata “Nuovi Orizzonti” che lo utilizza per non meglio precisate iniziative di evangelizzazione con il consenso più o meno tacito del Campidoglio. Parliamo di un bene immobiliare di notevole pregio, vincolato dal Ministero dei Beni Culturali e recentemente ristrutturato da Roma Natura per la modica spesa di 2 milioni di euro”. E’ quanto dichiara Giovanni Barbera, membro del comitato politico romano del (Prc-Fds) e presidente del Consiglio del Municipio Roma XVII.

“La cosa anomala – continua Barbera – è che formalmente tale immobile risulta concesso, con l’ordinanza sindacale n. 227 del 2009, ad un altro ente, sempre religioso e legato al Vaticano, la Fondazione Raphael Onlus, che avrebbe dovuto utilizzarlo per un progetto di recupero e formazione professionale dei ragazzi disagiati, attività in realtà mai iniziata. Da un sopralluogo svolto da alcuni consiglieri del XVII Municipio, nel corso di una commissione consiliare, sarebbe stata accertata la presenza di un rappresentante dell’associazione “Nuovi Orizzonti” che avrebbe dichiarato che la predetta associazione occuperebbe  tali locali in virtù di un comodato d’uso concesso dalla stessa Fondazione Raphael. Se ciò fosse vero, ci troveremo di fronte ad un’occupazione illegittima in quanto la suddetta Fondazione non avrebbe il diritto di sub concedere una struttura che non le appartiene e che dovrebbe, semmai, essere utilizzata solamente per le attività indicate nell’ordinanza di assegnazione dei locali, peraltro anche questa assai discutibile sotto il profilo della legittimità amministrativa. Non è tollerabile che il Sindaco di Roma assegni, in maniera assai poco trasparente, immobili comunali, anche di notevole valore, ad enti religiosi per attività che non hanno nulla a che fare con l’interesse pubblico, sottraendoli ad altre finalità molto più utili alla cittadinanza. Chiediamo che tale casale ritorni all’amministrazione comunale e sia assegnato al Municipio XVII per lo svolgimento di attività di interesse pubblico”.

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