LATTARULO: BARBERA (PRC-FDS), SI FACCIA CHIAREZZA SU ALTRI CASI DI NEPOTISMO

Pubblicato: 6 agosto 2012 in Uncategorized
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(AGENPARL) – Roma, 06 ago – “Dopo gli scandali riguardanti le consulenze assegnate a Lattarulo, ex appartenente alla Banda della Magliana, e alla cognata del vicesindaco Belviso, chiediamo che si faccia immediatamente una ricognizione generale di tutte le consulenze assegnate in questi ultimi quattro anni dalla Giunta Alemanno per verificare il rispetto delle normative vigenti in materia, anche in merito alle motivazioni di tali incarichi e alla competenze professionali delle persone designate. Anche perché, in questo periodo, ci sarebbero stati altri casi di consulenze assegnate a parenti di personaggi che ricoprono o che ricoprivano ruoli di primo piano nell’amministrazione comunale, sia come politici o come amministratori di società capitoline”. E’ quanto dichiara Giovanni Barbera, membro del comitato politico romano del Prc-Federazione della Sinistra e presidente del Consiglio del Municipio Roma XVII.
“In particolare – continua Barbera – dalla documentazione da noi reperita, ci risultano almeno altri due casi eclatanti. Uno riguarderebbe Giuseppe Maria De Lillo, piazzato nella segreteria particolare del sindaco, fratello dell’ex assessore comunale all’Ambiente Fabio e del senatore di Forza Italia Stefano. Tale consulenza fu assegnata con la delibera della Giunta comunale n. 270/2008, per il periodo che andava dal mese di settembre 2008 fino al 31 dicembre del 2010, proprio nel periodo in cui il fratello Fabio era assessore comunale. L’altro riguarda Dario Panzironi, giovane figlio di Franco Panzironi che da sempre è il braccio operativo della fondazione alemanniana Nuova Italia, nominato prima amministratore delegato dell’Ama e poi, dal mese di agosto 2011, presidente di Roma Multiservizi, società controllata dal comune di Roma. Tale consulenza fu assegnata con la delibera della Giunta capitolina n. 102 del 2008, per il periodo che andava dal 1 giugno 2008 al 31 dicembre 2010, con un trattamento economico di oltre 63 mila euro all’anno. Riteniamo che sia doveroso che si faccia immediata chiarezza su questi e su altri eventuali casi di consulenze che coinvolgono parenti e affini di personaggi che ricoprono ruoli di primo piano nell’amministrazione comunale. Situazioni queste che contribuiscono a screditare la politica e le istituzioni agli occhi dei cittadini”.

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