Roma, 11 SET – «Le polemiche sul Consiglio di oggi sono veramente inutili e sterili anche perché il Consiglio si è già espresso all’unanimità sull’argomento, qualche mese fa, chiedendo al Comune di Roma di prevedere l’accorpamento con il Municipio I. Il problema non è solo quello dell’accorpamento, ma soprattutto dei poteri assegnati ai municipi e della loro trasformazione in comuni metropolitani tramite  l’applicazione della normativa riguardante la città metropolitana. Ricordiamo, infatti, che le nuove disposizioni di legge permettono di articolare in più comuni il territorio del comune capoluogo di provincia, confluito nella città metropolitana (art. 18, comma 2 bis, della Legge di conversione n.135/2012 del D.L. n.95). In questa maniera il Comune di Roma potrebbe suddividere il proprio territorio in più comuni,  riproducendo i confini dei propri municipi e attribuendo ad essi i poteri previsti dal testo unico degli enti locali». È quanto dichiara in una nota Giovanni Barbera, membro del comitato politico romano del Prc-Federazione della Sinistra e presidente del Consiglio del Municipio Roma XVII. «Quello che chiediamo – continua Barbera – è che venga immediatamente convocata la Conferenza prevista dalle disposizioni di legge che istituiscono le città metropolitane per elaborare e approvare lo statuto entro il novantesimo giorno antecedente la scadenza del mandato del presidente della provincia, in maniera tale da poter decidere subito le modalità di elezione del sindaco della città metropolitana e iniziare la lunga e complessa procedura per la trasformazione dei municipi in comuni metropolitani. Trascorso tale termine, in caso di mancata approvazione dello statuto, il primo sindaco della città metropolitana non potrà essere eletto e sarà automaticamente il sindaco del Comune di Roma fino all’approvazione delle nuove  modalità di elezione dello stesso, creando un pesante vulnus alla democrazia, già in parte verificatosi con la mancata elezione diretta del Consiglio metropolitano da parte dei cittadini. »È grave – conclude Barbera – che finora, ad un mese dall’entrata in vigore della suddette disposizioni di legge, nessuno si sia attivato per convocare la Conferenza metropolitana e per capire in quale modo la riforma di Roma capitale si coordini con l’istituzione della Città metropolitana che entrerà in vigore con le prossime elezioni amministrative. Insomma, la confusione è fin troppo evidente e non sembra che la maggioranza in Campidoglio sia capace a gestire questa nuova e delicata fase di transizione istituzionale che porterà tra qualche mese alla nascita della Città metropolitana di Roma. Il rischio è di trovarci a breve in una pericolosa situazione di paralisi istituzionale, visti anche le contraddizioni e i limiti della normativa recentemente approvata dal Parlamento«.

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