(AGENPARL) – Roma, 16 ott – “Ancora polemiche sui lavori di ampliamento a Borgo, a due passi dalla basilica di San Pietro, nel pieno centro storico, della Libera Università di Maria SS. Assunta, il noto istituto universitario che fa capo al Vaticano. Non bastavano le esenzioni dal pagamento del contributo di costruzione, ordinario e straordinario, riconosciuto a tale istituto dagli Uffici comunali, sulla base di un discutibile parere, a nostro avviso, reso dall’Avvocatura comunale. Ora, sempre grazie ad un parere dell’Avvocatura comunale, a tale istituto universitario viene anche riconosciuto l’esonero dal pagamento del canone di occupazione di suolo pubblico per i ponteggi riguardanti il cantiere”. E’ quanto dichiara Giovanni Barbera, membro del comitato politico romano del Prc-Federazione della Sinistra e presidente del Consiglio del Municipio Roma XVII.
“Secondo l’Avvocatura comunale – spiega Barbera – tale esonero sarebbe giustificato, sulla base del regolamento del canone di occupazione del suolo pubblico, grazie a una sentenza del 1993 della Corte di Cassazione che avrebbe riconosciuto la natura di ente pubblico non economico della suddetta università. Peccato che tale sentenza sia stata, però, ampiamente superata dalla giurisprudenza amministrativa successiva, che ha ribaltato già dal 2005 tale tesi, negando la natura di organismo di diritto pubblico di tale istituto, sia sulla base della tipologia dei finanziamenti ricevuti che su quella della componente privatistica negli organismi interni alla governance. A questo punto, con altri consiglieri, non ci rimane altro che presentare un esposto alla Corte dei Conti affinché venga finalmente verificata la legittimità delle esenzioni che sono state finora riconosciute dall’amministrazione comunale alla LUMSA”.

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commenti
  1. Maurizio Cassi ha detto:

    Mi piacerebbe anche sapere come mai il suddetto cantiere, aperto ormai da mesi, non esibisce (non ha mai esibito) il cartello obbligatorio con il nome dell’impresa, del direttore dei lavori e con gli estremi dei documenti autorizzativi. Anche i marciapiedi che il cantiere ha ingoiato sono da considerarsi extraterritoriali? E soprattutto, li rivedremo quei marciapiedi o resteranno incorporati nel nuovo edificio, come c’è da temere dati i lavori di rifacimento di una parte di essi a scapito della sede stradale?

    • giovanni barbera ha detto:

      Ciao Maurizio, presenterò un’interrogazione sui tuoi quesiti e poi ti faccio sapere. A presto

      • Maurizio Cassi ha detto:

        Grazie Giovanni, fa piacere sapere che non sono proprio tutti proni di fronte alla protervia di questa gente.

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