Roma – 2 nov (Prima Pagina News) “A distanza di due anni dalle allarmanti e gravi denunce che emersero da un’inchiesta dell’Espresso sullo stato dei locali che ospitano, ancora oggi, il centro per lo studio delle malattie virali e per le misure contro il bioterrorismo presso l’Ospedale Spallanzani, ci chiediamo qual è stato l’esito di tali denunce. Pochi sanno, infatti, che nei sotterranei dell’ospedale Spallanzani, in uno dei quartieri centrali di Roma, Monteverde, esiste uno dei pochi centri specializzati al mondo per lo studio e la lotta delle epidemie. Un centro strategico, ad altissima sicurezza, il massimo previsto dai protocolli internazionali, nel quale vengono conservati alcuni ceppi di virus letali come la Peste, il Vaiolo, l’Ebola, la Sars e l’Antrace”. E’ quanto dichiara in una nota Giovanni Barbera, membro del comitato politico romano del Prc-Federazione della Sinistra e presidente del Consiglio del Municipio Roma XVII.

“Come è evidente – continua Barbera – si tratta di virus molto pericolosi che sarebbero in grado di provocare gravissime epidemie tra la popolazione qualora dovessero, per qualsiasi motivo, fuoriuscire dai laboratori, anche perché non sono attualmente disponibili efficaci misure profilattiche e terapeutiche. Un paio di anni fa tale centro fu oggetto di un’interessante e sorprendente inchiesta dell’Espresso che svelò il fatto che tale centro fu realizzato dal Governo Berlusconi, tramite procedure emergenziali, nell’ambito dei progetti di ricerca contro il bioterrorismo e che gli appalti furono gestiti dall’allora capo della protezione civile, Guido Bertolaso, e dalla famosa coppia costituita da Angelo Balducci e Diego Anemone, successivamente indagati, con altri imprenditori e funzionari pubblici, per gravi fatti riguardanti la gestione di altri appalti pubblici. L’inchiesta dell’Espresso, realizzata anche con alcuni video, mise in evidenza le tanta anomalie riscontrate nella ristrutturazione dei suddetti locali, che ancora oggi ospitano tale centro, denunciando, in particolar modo, il mancato rispetto di alcune norme antisismiche”.

“Credo – conclude Barbera – che i cittadini romani abbiano il diritto di sapere se tali denunce fossero fondate e, in caso affermativo, quali siano state le misure nel frattempo assunte dalle autorità pubbliche per garantire la piena sicurezza di tale struttura che ospita attività ad altissimo rischio per la salute di chi ci lavora e di tutti gli altri cittadini romani. Non sarebbe tollerabile che un centro simile continuasse a funzionare, peraltro all’interno della città, senza aver risolto i gravi problemi che furono allora denunciati”.

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