(AGENPARL) – Roma, 06 nov – “Sta crescendo la mobilitazione su internet per chiedere la revoca del corteo organizzato per sabato prossimo dal Movimento sociale europeo, a cui aderiranno alcune organizzazioni di altri paesi europei di ispirazione neofascista e neonazista. Sappiamo che corteo partirà nel pomeriggio di sabato da piazza Risorgimento e raggiungerà Piazza Cavour. E’ gravissimo che Prefettura e Questura finora non abbiano accolto le richieste di revocare una manifestazione dal chiaro significato apologetico che attraverserà l’intero rione Prati coinvolgendo due piazze storiche della città. E pensare che non appena un mese fa la Questura impedì, in tutti i modi, agli antifascisti romani di poter attraversare, per un brevissimo tratto, lo stesso rione Prati per lo svolgimento del corteo che ricordava la morte di Walter Rossi, giovane ucciso nel 1977 ad opera dei fascisti. Il corteo fu deviato su un percorso in salita, a Monte Mario, in una zona poco frequentata, con lo scopo di ridimensionare il valore simbolico e la visibilità della manifestazione. Percorso che alla fine, dopo una estenuante trattativa, fu accettato dagli organizzatori solo per senso di responsabilità”.
E’ quanto dichiara Giovanni Barbera, membro del comitato politico romano del Prc-Federazione della Sinistra e presidente del Consiglio del Municipio Roma XVII.
“Oggi, a poche centinaia di persone – continua Barbera – facenti parte di organizzazioni tristemente note in Italia e in Europa per le loro ideologie razziste e xenofobe e per i loro comportamenti anche violenti, verrà permesso di attraversare una parte del centro storico di Roma con parole d’ordine apologetiche che in qualsiasi paese civile sarebbero state bandite e che nel nostro ordinamento giuridico si configurano, per fortuna, ancora come reati. Il tutto, in una città che ancora, oggi, porta i segni delle aggressioni e delle scorribande dei gruppi neonazisti e neofascisti, finora “protetti” e tutelati politicamente da diversi esponenti istituzionali. E’ evidente che tutto ciò rischia di alimentare un clima incandescente per sabato prossimo. La Roma antifascista non può più permettere tutto ciò. Per questi motivi rinnoviamo l’invito a Prefettura e Questura a rivedere la propria decisione e a tutte le forze democratiche di prendere una posizione netta e chiara su tale richiesta”.

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commenti
  1. Silvia Adami ha detto:

    Ci sono due correnti di pensiero: a) una che ritiene legittima qualsiasi manifestazione perché in democrazia TUTTI devono poter manifestare il proprio “credo ideologico”; b) l’altra che ritiene assai meno ” politically correct” autorizzare adunate alle quali partecipino anche i nostalgici del nazismo. Purtroppo “mala tempora currunt” perché la buona politica è debole o inesistente: Basta vedere l’ignobile gazzarra al funerale di Pino Rauti senza alcun rispetto per il luogo (la Chiesa) e la famiglia.

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