di Luigi Mazza (da LiberaRoma del 11.11.2012)

Alla fine la manifestazione neofascista di Roma c’è stata. Nonostante le polemiche, le proteste e le dure prese di posizione di partiti di sinistra e centro-sinistra e dell’A.N.P.I., nessun passo indietro: la questura ha mantenuto la promessa. Il Movimento Sociale Europeo, sigla che racchiude associazioni e movimenti di estrema destra di tutto il vecchio continente, si è radunato alle 16.00 in Piazza Risorgimento, per poi muoversi in corteo alla volta di Piazza Cavour. In mezzo al tragitto, in largo Giovanni XXIII, un presidio antifascista promosso da Federazione della Sinistra, Anpi e Sel per ricordare che “la città medaglia d’oro alla resistenza non può tollerare scorribande di neofascisti e neonazisti che ne oltraggiano la memoria”.

Ma tutto è andato al di sotto di ogni aspettativa: i manifestanti si quantificano in poche centinaia, e nel corteo molti mormorano che pesa la mancata adesione di Casa Pound (che farà una propria manifestazione, sempre a Roma, il prossimo 15 novembre, ndr.) e altre realtà dell’estrema destra romana e nazionale. Non si registrano scontri, e viene acceso solo qualche fumogeno. Di europeo – “siamo gli euro-ribelli”, si sgolano a dire dal camioncino che apre il corteo – c’è ben poco: chi porta la bandiera greca se ne sta incappucciato e dice, in italiano, di non poter rilasciare dichiarazioni, e quasi tutti parlano in romano, anche molto stretto. Nessun coro esageratamente “nero”, nessuna bandiera fuori posto, e pochi simboli scomodi. Gli “euro-ribelli” non vogliono cadere in provocazioni: “chi si aspettava marce e marcette è rimasto deluso”, grida Giuliano dal camion che giunge in Piazza Cavour, e gli altri euro-ribelli gridano “Daje, daje. Sei un grande Ggiulià”.

Ma in generale è una destra nuova, che si appropria di lessico e argomenti di sinistra e che, se non fosse per la bassa taratura politica di chi guida la massa neofascista (che una massa non è), forse creerebbe anche imbarazzo e scompiglio fra le realtà e i partiti di sinistra: si parla di precariato, di diritto alla casa, di poteri forti come la BCE. “Siamo il 98% contro il 2%” che è “un’Europa di carta” grida sempre lui, Giuliano, citando (con qualche errore) il movimento “Occupy” e Zuccotti Park. È una destra nuova e anche strana, che in coda al corteo accoglie cingalesi e marocchini corteggiandoli con la promessa della casa, e che in testa mette un bambino armato di bandiera del M.S.E.; che fa sfilare famiglie e anziani e che dice di non essere “né di destra né di sinistra”, per condire il tutto con un po’ di anti-politica che nei sondaggi è il primo partito italiano: “contro la destra e la sinistra, rivoluzione solidarista” è un altro slogan che va per la maggiore durante il lento corteo che attraversa via Crescenzio. Se la prendono anche con “quei quattro pagliacci antifascisti” riferendosi al presidio antifascista di FDS, SEL e ANPI, che va avanti contemporaneamente a poche centinaia di metri. Se la prendono (sempre Giuliano, manco a dirlo) con i giornalisti: “giornalisti fate molta attenzione, perché spesso le vostre penne sono più pericolose delle parole di questi quattro politicanti”. Se la prendono direttamente con Giovanni Barbera e il suo partito, Rifondazione Comunista, che sarebbe colluso, addirittura, con Monti.

Il presidio antifascista intanto va avanti, si coglie l’occasione per trasformarlo in una sorta di assemblea pubblica per discutere, per esempio, di come contrastare la prossima iniziativa neofascista a Roma, ovvero la manifestazione di Casa Pound del 15.

A Piazza Cavour invece l’adunata fascista volge al termine: dal palco si chiede ai militanti di restituire le bandiere per poi sciogliersi e tornare a casa; e si dà una “comunicazione di servizio da parte di Fabiana”: lunedì chiamare Marco per sapere dove incontrarsi martedì; qualcuno chiede “er nummero”, perché evidentemente non lo conosce nessuno, o se è un nome in codice nessuno lo ha capito. Così subito dopo viene detto apertamente che l’appuntamento è “alle 15.00, martedì, sotto viale dell’Urbanistica”. Grazie dell’informazione.

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