Roma, 18 novembre 2012 – Sono cinque anni che Alemanno si piange addosso per i presunti debiti lasciati in eredità dalle precedenti amministrazioni, ora dopo 6 mesi dalle nostre denunce inascoltate, tutti scoprono, grazie ad un articolo pubblicato oggi sulla cronaca romana de La Repubblica, che le spese riguardanti gli organi istituzionali di Roma Capitale sono eccessive  e ben al di sopra di qualsiasi altr0 grande comune italiano.

Tra queste spese spiccano quelle degli Uffici di staff del sindaco Alemanno che superano di gran lunga  quelle già faraoniche della Giunta Veltroni.  Basti pensare solamente alla spesa per il personale impiegato in tali uffici, visto che il Gabinetto del sindaco impiega 299 persone, oltre il capo di gabinetto e i suoi vice, mentre l’Ufficio stampa può contare su ben 72 addetti e la direzione generale, guidata dal segretario generale, su altre 209 persone.

Un’enormità diffcilmente giustificabile anche con il ruolo importante svolto dal Comune di Roma e che dimostra quanto false siano le accuse mosse dal centrodestra sul famigerato ‘buco’ di bilancio che sarebbe stato stato ereditato dalla Giunta Alemanno. Quello che sorprende, invece, è l’atteggiamento di alcuni esponenti dell’opposizione che oggi, quasi cadendo dalle nuvole, hanno dichiarato che presenteranno interrogazioni  per conoscere le motivazioni delle cifre fornite da La Repubblica.

Ma dove è stata finora l’opposizione capitolina? Era necessaria la pubblicazione delle cifre sulla cronaca romana di  un un noto quotidiano nazionale  per scoprire che la “corte” del sindaco Alemanno  poteva fare invidia a quella del Re Sole? E cosa ha fatto finora la Commissione di Trasparenza e Controllo del Comune di Roma, visto che è guidata da un presidente dell’opposizione? Domande che oggi molti romani  si fanno, sconcertati da quei numeri  pubblicati da La Repubblica, ma che in realtà erano stati già denunciati in passato anche dalla Federazione della Sinistra.

Ora auspichiamo che tale denuncia politica non rimanga fine a stessa e qualcuno inizi ad analizzare seriamente, una per una, quelle spese, soprattutto quelle ‘anomale’ segnalate anche nell’articolo de La Repubblica. Non vorremmo, infatti, trovarci di fronte ad un altro caso come quello della Regione Lazio, con i suoi Fiorito”.

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