(AGENPARL) – Roma, 20 nov – “Dopo la mobilitazione dei cittadini guidata dai partiti del centrosinistra e dai sindacati Fials e Cgil, la direzione generale dell’Asl RmE ha iniziato, clamorosamente, a far marcia indietro anche sul versante del piano di ricollocazione dei servizi ambulatoriali attualmente erogati presso la struttura di Via San Tommaso D’Aquino, che chiuderà i suoi battenti entro la fine dell’anno. Finora i vertici della suddetta Asl si erano fermamente opposti ad utilizzare i locali vuoti dell’ospedale Oftalmico per il trasferimento dei suddetti servizi, se non per qualche ambulatorio. La maggior parte dei servizi avrebbe dovuto essere destinata presso altre strutture fuori dal quartiere Trionfale. Soluzione che avrebbe messo in grave difficoltà sia l’utenza che gli stessi operatori sanitari”. Lo dichiara in una nota Giovanni Barbera, membro del comitato politico romano del Prc-Fds e presidente del Consiglio del Municipio Roma XVII.
“Oggi – continua Barbera – la direzione generale dell’Asl RmE, con una comunicazione ufficiale, all’indomani dell’audizione prevista nella Commissione di inchiesta parlamentare del servizio sanitario nazionale, nella quale dovrà dare conto delle proprie inopinate scelte di questi mesi, ci ha informato di avere rivisto l’iniziale piano di ricollocazione, prevedendo il trasferimento di tutti i servizi ambulatoriali di specialistica presso i locali vuoti dell’ospedale Oftalmico, con l’eccezione dell’odontoiatria e dell’oculistica. Nella nuova ipotesi formulata dall’Asl rimarrebbero fuori solo pochi servizi, destinati ad essere accorpati presso altre strutture. Un primo risultato di tutto rilievo perché dimostra l’infondatezza delle argomentazioni tecniche che erano state finora opposte e la bontà delle proposte che da mesi vengono avanzate all’Asl. A questo punto, non essendoci motivi tecnici da opporre, tutte le forze politiche e sindacali che hanno promosso la vertenza chiederanno con forza che anche gli altri servizi sanitari vengano ricollocati all’interno dei locali vuoti dell’Oftalmico. Con tale soluzione aspettiamo, però, anche le dimissioni del direttore generale che ha dimostrato, anche in questa delicata vicenda, la sua assoluta incapacità a gestire l’azienda sanitaria locale. Non può passare come nulla fosse, il fatto che, dopo aver voluto lo scontro frontale, la direzione generale sia stata costretta a ribaltare completamente la sua posizione, per iniziare a sposare proprio quelle scelte che le erano state suggerite dalle organizzazioni sindacali e politiche che hanno guidato, in queste settimane, la mobilitazione dei cittadini”.

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