sanità(AGENPARL) – Roma, 30 nov – “Non passa giorno che non ci arrivino denunce su sprechi e inefficienze nell’Asl RmE. Si chiudono i servizi sanitari sul territorio, danneggiando gli utenti, soprattutto quelli più deboli, ma si continuerebbe a spendere fiumi di denaro pubblico in maniera molto discutibile. E’ questo il dramma della nostra sanità pubblica. L’ultima nostra scoperta è quella della riapertura, poche settimane fa, di un reparto nell’Asl Rm E, quello maxillo-facciale, che era già stato chiuso due anni fa, vista la scarsa utilità nell’Asl RmE e la coesistenza con altre realtà più efficienti e meglio organizzate nella città. Oggi, con una decisione molto discutibile, si “risuscita” tale reparto che, assunti 2 medici dirigenti con contratto annuale a costi non certo indifferenti, opererebbe senza avere neanche il personale medico e paramedico richiesto e le attrezzature necessarie per una struttura simile”. Lo dichiara Giovanni Barbera, membro del comitato politico romano del Prc-Fds e presidente del Consiglio del Municipio Roma XVII.

“Il problema dei costi – continua Barbera – non sarebbe, però, rappresentato solo dalla riapertura di tale reparto, che qualcuno all’interno dell’azienda definisce “inutile” per i motivi indicati sopra, ma anche per alcuni ricoveri che sarebbero considerati “impropri”, come si vocifera nei corridoi dell’azienda. Parliamo di casi che potrebbero essere curati in day hospital, ma che, secondo le accuse che ci arrivano, si trasformerebbero in degenze, con un rilevante esborso di denaro pubblico, visti i costi delle degenze, nell’ ordine di svariate centinaia di euro al giorno per ogni singola persona ricoverata. Denaro pubblico che potrebbe essere impiegato, in maniera più utile, per preservare quei servizi sanitari che vengono, invece, ignobilmente smantellati, mettendo in discussione quel diritto alla salute che dovrebbe essere tutelato anche dalla nostra Costituzione. A questo punto ci chiediamo quale sia il senso della riapertura di tale reparto e quali siano i costi per la collettività di tale decisione che non appare in linea con l’interesse pubblico. Auspichiamo che la Commissione parlamentare di inchiesta sul servizio sanitario nazionale, che in queste settimane si sta occupando dell’Asl Rm E, faccia immediata chiarezza anche su questo caso”.

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