lavoro_dignitaNel mese di giugno gli occupati hanno raggiunto il livello più basso dall’inizio del nuovo secolo  (pari a 22,5 milioni), il ricorso alla cassa integrazione è cresciuto (per un equivalente pari alla perdita di 322 mila posti di lavoro) e sono aumentanti pure i sottoccupati part time ( + 66% rispetto al 2007).

Tutto questo, mentre assistiamo a una vergognosa “ammucchiata” politica al governo, il quale,  con la scusa di non lasciare soli gli italiani dinanzi alla crisi e sotto la “sapiente” regia di re Giorgio, continua a trascinare milioni di italiani nella miseria, riproducendo quelle politiche neoliberiste che sono le stesse che hanno determinato e alimentato la crisi economica in questi anni.

Nel frattempo, il centro studi del CNA lancia l’allarme per il mondo del lavoro. Secondo una sua stima,  alla fine dell’anno i disoccupati in Italia potrebbero arrivare alla cifra record di 3,5 milioni, con una crescita in sei mesi di circa 400 mila unità.

Oggi ci troviamo di fronte agli effetti devastanti della “sbornia” liberista che in questi ultimi decenni, in tutto il mondo, ha imposto il ritorno al libero mercato, promettendo crescita economica e ricchezza per tutti.

Senza una politica industriale degna di questo nome e senza un piano di investimenti pubblici e interventi statali sull’economia che siano in grado di  rilanciare il ciclo economico, sarà complicato invertire la tendenza alla riduzione dei posti di lavoro e alla precarizzazione di quelli esistenti.

G.B.

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commenti
  1. alfonso di pietrantonio ha detto:

    negli anni sessanta settanta abbiamo spaventato l’europa con la nostra industria e quindi questultima a deciso di deindustrializzarci insomma di renderci in queste situazioni . i paesi colpovoli sono girmania ,francia, inghilterra grazie e buon lavoro alfonso di pietrantonio

  2. Nicola Scalzini ha detto:

    La politica della libertà negli scambi di prodotti, di persone, di capitali , di conoscenze,etc.ha intaccato il privilegio dei paesi di più antico benessere ai quali, sia pure in posizioni di coda,noi apparteniamo. Il graduale declino che caratterizza i paesi dell’occidente,tra una crisi e l’altra, non è altro che il risultato di una colossale redistribuzione della produzione e del reddito a livello mondiale che ha peraltro tolto dalla miseria miliardi di persone. Ormai molto di quello che consumiamo è prodotto in quei paesi che segnano tassi di crescita che ci ricordano quelli del nostro paese quando era povero e arretrato. Oggi la nostra aspirazione non è più puntare sulla crescita ma consolidare e forse migliorare l’attuale livello di benessere. In altre parole perseguire quel modello di sviluppo e di qualità della vita che esiste in europa, che resta comunque quanto di meglio che si è realizzato nel mondo. Non capisco perchè siamo così restii a seguirne gli esempi-

  3. anna maria conte ha detto:

    proposta:concorsi pubblici per titoli ed esami e nel frattempo stage remuneratiper i laureati fino a 35 anni nei più disparati settori dell’impiego pubblico ;eliminando la piaga delle “raccomandazioni”…prendiamo esempio dall’Inghilterra che festeggia i neolaureati e li colloca anche per un lavoro prima a tempo determinato e così i paesi scandinavi… la Germania …come si fa a non desiderare di andarsene da un paese di furbi-ignoranti come l’Italia dove ti compri la promozione nelle scuole private e anche la laurea nelle universita’ private cepu e compagnia!!spero di essermi spiegata!vogliamo proposte realizzabili in tutti i campi per il bene di tutte le persone di “buonaa volonta’”,oneste e capaci !!BASTA con gli sterili filosofemi spesso pseudo-sinistresi…ah…io ho sempre creduto nei “compagni”!!

  4. anna maria conte ha detto:

    caro barbera rispondimi tuu!!

    • giovanni barbera ha detto:

      Cara Anna Maria,

      sicuramente in Italia i “furbi” non mancano. A tale proposito basterebbe citare quanto successo a Roma con il fenomeno di “parentopoli”.

      Sicuramente hai anche ragione a chiedere “regole” e a lamentarti di certi fenomeni che accadono nel nostro Paese, ma le cause della disoccupazione sono ben altre.

      Le politiche di austerity, deprimendo l’economia tramite la riduzione della domanda di beni e servizi, riducono anche l’attività economica e, di conseguenza, la domanda di occupazione a tutti i livelli.

      E’ un “cane che si morde la coda” perché la stessa riduzione dell’occupazione si traduce in una ulteriore riduzione della domanda di beni e servizi e così, al termine del ciclo economico, anche della stessa occupazione.

      Come uscirne? Spezzando questo “circolo vizioso” indotto dalle politiche neoliberiste che ci hanno imposto da tempo.

      Abbiamo la necessità di rilanciare l’intervento pubblico al fine di garantire investimenti pubblici e una redistribuzione delle risorse in grado di sostenere il reddito e quindi la domanda di beni e servizi di quei settori sociali che sono stati fortemente penalizzati dalla crisi economica.

      Ci sono tantissimi economisti italiani e stranieri che criticano le politiche economiche adottate in questi anni e che hanno proposto diverse soluzioni per uscire dalla crisi.

      La loro sfortuna è che tali proposte entrano in contrasto con gli interessi di quei grandi gruppi economico-finanziari che da tempo la fanno da padroni, grazie anche a un classe politica inadeguata e prona ai loro voleri.

      Ciao e Grazie

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