ILVA, DATI AGGHIACCIANTI SUI MALATI DI TUMORE A TARANTO

Pubblicato: 1 settembre 2013 in AMBIENTE E TERRITORIO, QUESTIONI NAZIONALI
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Ilva di TarantoRoma 2 sett 2013 – Oggi, l’associazione ambientalista  Peacelink ha reso noti i dati dell’Asl di Taranto sui cittadini che  hanno l’esenzione del ticket per malattie tumorali: sono 8.916.  Nel distretto sanitario 3, che comprende i quartieri più vicini all’Ilva, si riscontra  un malato di cancro ogni 18 abitanti, mentre nei restanti quartieri si registra un malato ogni 26. Questi dati ovviamente rappresentano solo una ricognizione parziale dei danni provocati dall’inquinamento atmosferico, in quanto  andrebbero conteggiati anche coloro che hanno un tumore non ancora diagnosticato.

Sono dati  terribili che danno la dimensione dei danni provocati dall’inquinamento atmosferico, alimentato dall’Ilva, nella città di Taranto.  E pensare che poco più di un mese fa, il  commissario straordinario dell’IlvaEnrico Bondi ebbe il coraggio di inviare una lettera al presidente della regione Puglia, all’Arpa Puglia, all’Ares Puglia e all’Asl di Taranto, in cui contestava le relazioni dei periti  in mano  alla magistratura che evidenziavano il legame tra l’aumento dei casi di tumore nella città di Taranto e l’inquinamento atmosferico.

“E’ erroneo e fuorviante – scriveva inopinatamente Bondi  in quella lettera – attribuire gli eccessi di patologie croniche oggi a Taranto a esposizioni occupazionali e ambientali occorse negli ultimi due decenni.  E’ noto che a Taranto, città portuale, la disponibilità di sigarette era in passato più alta rispetto ad altre aree del Sud Italia dove per ragioni economiche il fumo di sigaretta era ridotto fino agli anni ’70”. Giudizi che vennero successivamente “edulcorati” da Bondi, dopo le polemiche che inevitabilmente scaturirono da quelle assurde dichiarazioni.

Purtroppo questo è il nostro Paese e non possiamo meravigliarci che un personaggio come Bondi, che rilascia quelle dichiarazioni, faccia il commissario straordinario dell’Ilva, che nel frattempo continua a rilasciare nell’atmosfera le sue emissioni nocive, grazie ai provvedimenti  dei governi che si sono avvicendati in quest’ultimo anno.

Ci chiediamo se sarà mai possibile che qualcuno paghi realmente per tutto ciò.

G.B.

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