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Roma, 10 ottobre 2013 – Oggi si è svolta la seconda giornata nazionale ‘Sfratti Zero‘, promossa dall’Unione Inquilini, per chiedere una nuova politica sociale della casa. Diverse iniziative si sono svolte in vari comuni italiani, fra cui anche quello della città di Roma che detiene un vero e proprio vergognoso record sugli sfratti.  Nella capitale, ogni anno, vengono emesse  circa 7.000 sentenze di sfratto e ne vengono eseguite circa 2.500 con l’ausilio della forza pubblica. Di questi sfratti, oltre l’80% sono dovuti a morosità incolpevole. Lo scopo della bella iniziativa organizzata  dall’Unione Inquilini è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni su un problema che sta diventando ogni anno più grave a causa del peggioramento delle condizioni materiali di molte famiglie italiane, alle prese con la crisi economica e le politiche recessive poste in essere dagli ultimi governi che si sono succeduti alla guida del Paese.

 

 

“Peccato che alcuni rappresentanti istituzionali continuino a pensare che sia sufficiente approvare qualche mozione per risolvere il problema dell’emergenza abitativa, come è avvenuto oggi al Municipio del Centro storico. A Roma ci sono decine di migliaia di famiglie che da decenni attendono un alloggio popolare e che non si accontentano più delle chiacchiere di certa politica inconcludente  che, come al solito,  promette soluzioni in campagna elettorale, per disattenderle sistematicamente, quando si trova a governare sia a livello nazionale o locale.  Finora, a distanza di diversi mesi dalle elezioni politiche, regionali e comunali, non registriamo nessun iniziativa concreta per garantire il diritto all’abitare. Lo abbiamo ribadito nella scorsa consiliatura con Alemanno e lo ribadiamo a maggiore ragione oggi che la città è amministrata dal centrosinistra: perché la Giunta Marino non inizia a chiedere l’istituzione presso la Prefettura delle Commissioni di graduazione degli sfratti prevista da una legge regionale del 2008 finora disattesa? E’ quanto afferma Giovanni Barbera, membro del comitato politico romano  del Prc.

“Tale strumento, se utilizzato in maniera adeguata, permetterebbe di garantire – continua Barbera – il passaggio “da casa a casa” dei soggetti più deboli colpiti da provvedimenti di sfratto, come avviene in tutti i paesi civili, mettendo in relazione il rilascio dell’unità immobiliare con la consegna dell’alloggio popolare. Insomma,  invece delle solite chiacchiere,  in attesa di interventi più strutturali, l’istituzione di tali commissioni di graduazione sarebbe una misura di buon senso, che perlomeno fermerebbe quella mattanza sociale rappresentata dagli sfratti”

 

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